Montemarsale Portoferraio

Montemarsale Colle di Santa Lucia

Montemarsale, sorgeva sull’attuale Colle di Santa Lucia ( un’altura (237 m) dominante il golfo di Portoferraio. La sommità della collina è quasi perfettamente spianata ed interamente cinta da poderose mura di larghezza variabile tra 1 e 1,50 metri, realizzate con la tipica tecnica costruttiva medievale in bozze di pietra cementate.

Montemarsale Montemarciale Montemarthali - Colle di Santa Lucia Portoferraio Elba

In superficie si osservano frammenti di vasellame pisano in maiolica arcaica dipinta in verde (ossido di rame) e bruno (ossido di manganese), di una produzione datata tra il 1220 e il 1350; e ancora, una gran quantità di conchiglie marine dei generi Cardium e Murex.

Montemarsale villaggio medievale

Montemarsale era l’unico villaggio fortificato medievale («castrum») dell’isola d’Elba, attestato tra XIII e XIV secolo. Il suo nome deriva da «marsa», ossia un «luogo acquitrinoso» identificabile con il sottostante Piano di San Giovanni (Portoferraio).

Montemarsale era circondato da una cinta muraria realizzata dalla Repubblica di Pisa intorno al 1298. Il basamento di una torre cilindrica, su cui svetta una moderna croce di ferro, è visibile nel settore orientale. Nel 1305 Montemarsale era a capo di una delle «capitanìe» dell’isola, distretti amministrativi della Repubblica dì Pisa. Nel 1345 era abitato soltanto da 12 famiglie, 6 delle quali impegnate nella difesa e nella manutenzione, che si lamentavano per la sfavorevole posizione di Montemarsale e per l’aria malsana della sottostante palude.


Chiesa di Santa Lucia

Chiesa di Santa Lucia Montemarsale Portoferraio

Nel XVII secolo venne edificata la piccola Chiesa di Santa Lucia, con un piccolo romitorio caduto in disuso nel 1776 a seguito di un editto del Granducato di Toscana. I ruderi di Montemarsale furono identificati da eruditi del XVIII secolo come appartenenti ad una leggendaria Fortezza di Lucèri, mai ricordata nei documenti medievali.


La Fortezza di Montemarsale

Montemarsale a partire dagli anni della presunta data della sua fortificazione 1298 verrà sempre qualificato nei documenti come castrum, ossia come un villaggio fortificato; la possente cinta muraria, in alcuni casi alta quasi 6 metri e molto più imponente sul lato rivolto verso il mare, coronava la sommità spianata su cui svettava una torre cilindrica della quale oggi resta solo il
basamento.

Castello del Volterraio e la Fortezza di Montemarsale

Nel 1305 il Comune di Pisa nominò i due castellani preposti alla difesa armata di Montemarsale e Monte Veltraio; per Montemarsale il castellano Ugoni, mentre Dotto Masche fu il custode del Volterraio.

La Fortezza di Montemarsale era congiunta con il Castello del Volterraio tramite segnalazioni visive secondo un noto uso medievale dei cenni: diurni (fumo) e notturni (fuoco).

«Dal 1303 al 1314 (…) l’amministrazione dell’isola appare affidata a due ufficiali distinti, di cui uno conserva il titolo di Capitano dell’Elba, ma esercita di fatto la sua autorità soltanto nei Comuni di Capoliveri e Campo, dal primo dei quali, anzi, talora prendeva, come abbiamo visto, il nome; l’altro, col titolo di Capitano di Montemarsale, cambiato poco dopo in quello di Capitano di Gràssula, amministra i Comuni sottratti alla giurisdizione del primo, e nonne dipende in alcun modo.»


Unico villaggio fortificato dell’Elba

In una supplica del 1345 scritta dai montemarsalesi agli Anziani di Pisa, si legge che Montemarsale era appunto l’unico villaggio fortificato dell’Elba («…in ynsula Ylbe non est aliquod castrum muratum nisi castrum Montismarsalis…») e la sua popolazione era costituita soltanto da 12 famiglie, 6 delle quali costantemente impegnate nella custodia dell’abitato.
Sola condizione per evitare lo spopolamento sarebbe stata, secondo gli abitanti, lo sgravio fiscale.

Nello stesso documento, tuttavia, si legge anche che il villaggio andava spopolandosi a causa della sfavorevole posizione e della malaria che infestava la sottostante palude di San Giovanni. Per tal motivo, quindi, i montemarsalesi invitavano il governo di Pisa a voler concedere nuovamente una «…immunitas generalis…» dalle tasse. Tre anni dopo, nel 1348, la popolazione di Montemarsale non dové rimanere indenne dall’epidemia di peste bubbonica che colpì l’intera Europa, poiché, come si legge nei già ricordati decreti del Senato pisano, le genti elbane furono drammaticamente decimate per via del morbo trasmesso dai ratti.

Da una pergamena datata al 26 ottobre 1234 si ricava il nome di uno dei più antichi montemarsalesi, il sindaco Lotteringo, mentre da atti arcivescovili del 1263, 1267 e 1278 si conoscono Donato Bandini, Bonavere Ildini e il console Ansalotto.


La distruzione di Montemarsale

La vita di Montemarsale continuò a svolgersi per tutto il Trecento e forse per buona parte del Quattrocento, come dimostrano passati rinvenimenti di monete; al Duecento
risale invece un anello bronzeo con effigie federiciana.

La distruzione del villaggio avvenne nel giugno 1544 per mano di Khayr al Din Barbarossa, come testimonierebbero i settori di cinta muraria crollati sul terreno circostante.


Video

La Comunità di Montemarsale


Stree View

Veduta aerea dal Colle di Santa Lucia – Montemarsale


Come raggiungere le rovine del villaggio fortificato dell’Elba

Per raggiungere Montemarsale, dobbiamo percorrere 1 km di strada sterrata che da Colle Reciso conduce al piazzale sottostante il Colle di Santa Lucia (237m s.l.m.). Dal piazzale dobbiamo proseguire seguendo un sentiero per circa 400 m.

Colle Reciso è la collina di passaggio sulla strada che collega Portoferraio con Lacona, facilmente individuabile per la Cava, “Cava di Colle Reciso”.


Posizione di Montemarsale