Monte Castello a Procchio

La modesta collina di Monte Castello, immediatamente a ridosso della baia di Procchio, si affaccia sulla costa settentrionale dell’Isola d’Elba e occupa una posizione strategica per il controllo delle opposte insenature, dominando a sud la piana di Marina di Campo.

Monte Castello e la possente cinta muraria

Procchio Monte Castello Cinta Muraria lato occidentale
Procchio Monte Castello Cinta Muraria lato occidentale

Sulla cima del colle un’imponente cinta muraria in blocchi di granito, oltre ad assolvere ad una funzione difensiva, serviva come terrazzamento per ampliare lo spazio pianeggiante. Le mura, costruite in blocchi dì medie e grandi dimensioni, erano impostate su un piano di posa in lastroni accuratamente preparati e connessi. L’indagine di scavo si è concentrata nell’ala occidentale ed ha messo in luce un vasto ambiente centrale, in comunicazione con un cortile e con due vani laterali a ridosso del muro di cinta. Lo scavo, condotto all’interno (Saggi II e III) e all’esterno (Saggio l)

Procchio Monte Castello Cinta Muraria angolo sud ovest
Procchio Monte Castello Cinta Muraria angolo sud ovest

di un vasto ambiente rettangolare, ha rivelato l’esistenza di un piano elevato con pavimento in coccio pesto. AI piano inferiore, la presenza di grandi dolia contenenti grano, impostati su un pavimento in terra battuta, ha permesso di interpretare il vano come un magazzino per lo stoccaggio delle derrate alimentari. Costruito su una base in pietra, l’alzato era realizzato in mattoni coppi e trai di legno assicuravano la copertura. Strati di crollo e tracce dì combustione conservano la memoria di un evento traumatico: una distruzione seguita da un incendio, che la ricerca più recente sul campo consente di fissare a, primi decenni del III secolo a.C. Non sembra quindi più sostenibile il collegamento finora proposto con le vicende iniziali della prima guerra punica (263-241 a.C.)

La Nascita della Fortezza

La fortezza di Monte Castello nasce sullo scorcio del V secolo a.C., acquista grande importanza nel IV secolo, quando lo sfruttamento e la lavorazione del minerale elbano conoscono un forte incremento, per cessare di essere un ”baluardo a difesa del ferro” verso la metà del III secolo a.C.

Monte Castello Procchio angolo cinta muraria
Monte Castello Procchio angolo cinta muraria

Se Castiglione di S. Martino sopravvive alla sua distruzione e viene ricostruita ed abitata per tutto il II secolo a.C., Monte Castello di Procchio non sembra condividere lo stesso destino. La rioccupazione della collina non dovette essere né importante né di lunga durata e potrebbe forse associarsi al travagliato periodo delle guerre civili, dato che il momento del definitivo abbandono può con ogni probabilità collocarsi alla fine del I secolo a.C.


Monte Castello di Procchio (metà V – metà III sec. a.C.)

Procchio Monte Castello

La fortezza sorge sulla sommità dì una collina dominante a nord la baia di Procchio e a sud la pianura che si estende verso Marina di Campo, in una posizione strategicamente molto importante per il controllo delle opposte insenature. La cima del colle è racchiusa completamente da un’imponente cinta muraria, ben conservata e visibile, che nell’area sudovest poteva raggiungere i quattro metri di altezza. Le mura, costruite con grossi blocchi di granito, svolgevano anche una funzione di terrazzamento, per ampliare uno spazio che la forte pendenza rende di per sé molto limitato. Una serie di campagne di scavo, iniziata nei 1977, ha messo in luce vari ambienti che hanno restituito materiali databili tra la fine del V e la metà del III sec. a.C. rinvenimenti più antichi, costituiti da scarsi frammenti di ceramica attica, documentano una frequentazione dalla metà del V sec. in poi; il ritrovamento di un kyathos (coppa con un’ansa verticale) miniaturistico votivo e di una testina maschile in terracotta fanno pensare all’esistenza di una zona di culto. Durante il IV sec., e sopratutto fra la seconda metà del IV e i primi decenni del III, l’abbondanza e la notevole qualità del materiale (piattelli di Genucilia e ceramiche sovradipinte di fabbrica etrusca, coppe dell’Atelier des Petites Estampilles, anfore puniche e greco-italiche) sono prova di notevole floridezza economica. Alla fine di questo periodo, probabilmente a causa dell’avanzata della conquista romana, Monte Castello fu distrutto, attorno alla metà del III (forse nel 259 a.C.). Il materiale che qui si presenta è datato tutto tra la fine del IV e la prima metà del III sec. a.C.; proviene da un unico ambiente usato in gran parte come magazzino di derrate alimentari, conservate in grandi doli e anfore; fra queste, le puniche sono state rinvenute ancora piene di grano, carbonizzato nell’incendio che ha segnato la distruzione della fortezza. II restante complesso dello scavo, che ne illustra l’intero arco di vita, è esposto ai Museo di Marciana.