L’Arsenale delle Galeazze, è il luogo in cui una volta sorgeva l’Arsenale della flotta granducale medicea, chiamato « le Galeazze ».
“Le Galeazze” l’Arsenale della flotta granducale
Della antica costruzione, restano tuttora il vano con due bellissime arcate.

Questo edificio potrebbe ricalcare una precedente attrezzatura navale pisana, più per riparazione che non per costruzione di navi.
Rimane però indiscusso che la costruzione delle Galeazze è medicea, come vuole la tradizione storica. Gli archi acuti goticizzanti delle volte, furono forse richiesti dalla necessità di avere la massima possibile elevazione dell’ambiente.
Origine dell’Arsenale delle Galeazze
Le Galeazze: l’ammiraglio turco Müezzinzade Alì Pascià, le aveva definite dei veri e propri castelli in mare da non essere da umana forza vinti
Origine dell’Arsenale delle Galeazze La prima apparizione delle galeazze fu nella Battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571), durante la quale vennero schierate sei galeazze veneziane, come avanguardia in ognuno dei tre settori dello schieramento cristiano, al comando del provveditore Francesco Duodo. La loro potenza di fuoco e l’essere alte di bordo furono determinanti per la vittoria della flotta cristiana.








“Due grandi stanzoni furono fatti” Arsenale delle Galeazze
Il Lambardi, che pubblicò la sua opera nei 1791, ce ne dà altre notizie: « due altri grandi stanzoni furono fatti fra la Porta a Mare ed il Bastione del Maggiore, per costruirvi dentro all’occasione galeazze o galere, come a suo tempo furono fatte colà dentro due bellissime galeazze a guisa di quelle di Venezia, lasciando dirimpetto a questi stanzoni, la muraglia della Piazza, assai sottile da potersi rompere con facilità e rifare con poca spesa e con prestezza; questi servirono per ricovero delle due galeazze che il duca Cosimo fece fare. Dopo qualche navigazione, come fino nel 1742, se ne vedeva una dentro dei suddetti arsenali a ricovero, così lunga, che tutto lo sperone passava fuori dall’arsenale del mezzo della strada, ed entrava nella muraglia opposta. Le due galeazze erano state fatte fabbricare dal granduca, una a Pisa e l’altra a Livorno nell’anno 1571 a guisa di quelle di Venezia ».
Realizzazione di due delle più belle galeazze di quei tempi
Il Ninci nell’anno 1814 scriveva che « (sotto il granducato di Francesco I negli anni 1574-1575) a Portoferraio terminarono il loro corso due galeazze delle più grandi e più belle che si fossero in quei tempi vedute sulle acque ».
Ed in una nota aggiungeva: « per conservare le due galeazze furono eretti in Portoferraio due grandi arsenali capaci di contenerle ».
Ancora, il 27 settembre 1782, in una lettera datata da Portoferraio, si legge di una richiesta di travi di legno (98 travi di legno, di abete, lunghe 12 braccia) per il rifacimento del tetto dell’arsenale delle galeazze.
Gli arsenali medicei e la cessazione
La politica marittima di Cosimo I non prevedeva però gli arsenali pisani quali unico centro del granducato, bensì si pensava a Pisa come uno dei poli di un sistema più complesso dove trovavano spazio l’isola d’Elba, con la costruzione e la fortificazione di Cosmopoli (oggi Portoferraio) e l’avvio dell’attività cantieristica anche a Livorno, come avvenne fin dagli anni Ottanta del Cinquecento.
In questa articolazione e dispersione delle funzioni, sta la chiave del declino cantieristico pisano.
Infatti, le risorse economiche del granducato non erano tali da poter mantenere attivi tre nuclei di costruzione navale, mentre la crescita urbanistica di Livorno e la sua diretta accessibilità al mare, la resero ben presto una concorrente insuperabile. Il costo crescente di sostentamento della flotta, degli armamenti e degli arsenali di tre centri (Pisa, Livorno e Portoferraio), unito al calo ingente dei profitti e delle entrate delle finanze granducali, provocò l’inesorabile decadenza della marina mediceo-stefaniana, e la crisi toccò un primo apice a metà del Seicento.
Nel 1646, infatti, parte della squadra toscana fu venduta: solo due galere restarono in servizio con compiti di pattuglia e di rappresentanza. Sotto Cosimo III, le forze marittime granducali furono progressivamente riservate ad attività commerciali, mentre i cavalieri stefaniani languivano nell’inerzia e con sempre più rare spedizioni in mare.
Nell’anno 1814 l’arsenale delle Galeazze di Portoferraio serviva come magazzino imperiale dell’artiglieria e del genio.
In anni più recenti l’ex arsenale è stato utilizzato per ospitare attività commerciali.
La galeazza
La galeazza è un tipo di galea esclusivamente da guerra, costruita a Venezia a partire dal XV secolo e usata principalmente nel Mar Mediterraneo a partire dal XVI secolo. Si differenziava dalla comune galea sottile per le maggiori dimensioni, il gran numero di artiglierie e la possibilità, esclusiva tra le galee, di effettuare il tiro laterale.
Queste navi, utilizzate per la prima volta dai Veneziani di Sebastiano Venier nella battaglia di Lepanto, rappresentarono una sorta di ibrido tra la galea e il galeone e furono considerate per diversi anni un’unità fondamentale nelle flotte più potenti.
La galea
La galea o galera è un tipo di nave da guerra e da commercio spinto completamente dalla forza dei remi e talvolta dal vento, grazie anche alla presenza di alberi e vele.
Usata nel Mar Mediterraneo per oltre tremila anni, il suo declino cominciò a partire dal XVII secolo, quando venne progressivamente soppiantata dai velieri, estinguendosi definitivamente alla fine del XVIII secolo. Benché a volte i rematori delle galee fossero dei criminali condannati al remo, la galea non va confusa con la nave prigione, nella quale gli internati non hanno alcun ruolo funzionale.
Veduta 360° Via delle Galeazze
Come raggiungere l’arsenale delle Galeazze
Il vecchio Arsenale si trova nel centro storico di Portoferraio, entrando da Porta a Mare, svoltiamo a destra, ci troviamo in Via delle Galeazze, 100m e siamo davanti all’edificio dal valoroso passato nautico.
Musei a Portoferraio
Museo Civico Archeologico della Linguella: loc.Linguella tel.0565 937370
Pinacoteca Comunale Foresiana: salita Napoleone tel.0565 937371
Villa Romana delle Grotte: loc. Le Grotte
Musei Napoleonici: Villa dei mulini tel. 0565 915846
Villa di S. Martino tel.0565 914688
Castello del Volterraio : Info Park Tel. +39 0565 908231
