Forte Inglese (Forte Saint Hilaire)

Forte Inglese (o Forte Saint Hilaire) è l’unico di quelli promossi dalla volontà progettuale e costruttiva di Napoleone, che si conserva oggi ancora integro nei suoi connotati essenziali, quali gli furono conferiti all’epoca della sua costruzione negli anni 1803-1804. Non fu questo il caso di una costruzione ex novo, come per le altre fortificazioni del fronte avanzato del campo trincerato; il progetto del Forte Inglese (Forte Sain Hilaire) si innestò invece sul tracciato di un forte pre-esistente che risaliva all’epoca medicea.


Napoleone ribattezzò Forte Inglese, in Forte Saint Hilaire

Napoleone riconobbe al forte Inglese, che ribattezzò Saint Hilaire, il ruolo difensivo più importante dell’intera cinta fortificata avanzata. Nel suo pensiero, la funzione delle batterie di Saint Cloud e Saint Roch era di sommarsi al fuoco del Forte Inglese per arrestare l’eventuale avanzata nemica. Per potenziare questo punto nevralgico si pensò di proteggere il forte con una corona di tre batterie protese verso la campagna, che unite ad un camminamento coperto e protette da un fossato avrebbero potuto tenere a distanza il nemico per permettere ai difensori, sistemati nel forte di spazzare la piana con le artiglierie di calibro maggiore.

Il ruolo nodale che il forte assumeva era senza dubbio dettato dalla centralità rispetto alla ghiera delle cinque fortificazioni che avrebbe dovuto proteggere il fronte bastionato della città; dall’altezza considerevole del colle su cui era stato fortificato; ed infine dall’essere la più vicina alle mura fra le tre fortificazione maggiori disposte lungo la linea di costa mediterranea settentrionale, ultimo presidio difensivo fuori dalla piazza contro un’eventuale assedio. Queste ragioni determinarono la più articolata delle concezioni architettoniche militari realizzate a Portoferraio.


Progetto di ingegneristica militare

Lo schema alla base della composizione plani-volumetrica del Forte Inglese corrisponde alla costituzione su diversi fronti e a più livelli di una serie di ambienti allungati voltati a botte. Tali sale erano accostate dal lato lungo in modo che le spinte delle volte venissero ad equilibrarsi l’un l’altra fino a scaricare la spinta laterale sulle possenti murature perimetrali. Tali strutture vennero realizzate in pietra, contando su spessori di pareti e di volte che raramente si attestano sotto al metro lineare.

Il fronte verso Portoferraio era protetto da un fossato su cui era gettato un ponte per l’accesso alla caserma. Qui un corridoio di distribuzione si sviluppava, centrale, parallelamente alla facciata per disimpegnare gli ambienti anteriori e posteriori cui si accedeva dal lato corto e che sul lato opposto affacciavano all’esterno. Il sistema applicato nel Forte Inglese sdoppiava quello che fu scelto per il più ristretto Forte di Montebello dove il corridoio era disposto perimetralmente a disimpegnare una sola linea di ambienti. Gli ambienti rivolti verso l’entroterra avevano copertura a botte ribassata ed erano meno profondi di quelli dell’altra fila oltre il corridoio, poiché lasciavano spazio ad un secondo piano di sale al livello superiore.

Secondo lo schema di Montalembert pertanto al Forte Inglese veniva applicato quello che in termini nautici avremmo definito un doppio ponte di tiro dal lato della presunta avanzata del nemico, sovrastato da un’ulteriore postazione armata a cielo aperto sommitale, in cui sono ancora visibili le guide su cui scorrevano i cannoni e le nicchie per il loro alloggio.


Differenze Forte Montebello e Forte Inglese

Come già sottolineato anche per il forte di Montebello il disegno di prospetto del Forte Inglese dimostra la ricerca di una veste architettonica, oltre che della sola efficacia militare. Tradiscono questi intenti alcuni elementi architettonici che qui, come mai altrove nei forti napoleonici all’Elba, impaginano in senso orizzontale l’unico fronte che emerge dai profondi fossati alla vista frontale a distanza e che è quello dell’ingresso dal lato della città.

Come anche nel forte Montebello è presente una fascia marcapiano che corre a segnare la quota d’imposta della piattaforma sommitale, separando visivamente il sodo della muratura dal semplice parapetto. Tale linea orizzontale si sdoppia nel Forte Inglese rispetto al Montebello: una seconda fascia in pietra arenaria di colore giallo percorre l’intera facciata raccordando i davanzali delle ampie finestre, anch’esse bordate da una liscia cornice dello stesso materiale. L’uso di tale pietra si ritrova anche nella ghiera e negli stipiti del portale di accesso, in cui si evidenzia con un leggero rilievo ed una maggiore altezza il concio in chiave di volta.

Finestre molto alte dal fossato

Tale arco è misurato in altezza in modo da avere per quota d’imposta la fascia marcapiano che raccorda le finestre di Forte Inglese. Queste aperture, per risultare centrate in altezza rispetto alla quota parte di facciata emergente dal fossato, sono molto alte rispetto al piano di calpestio interno; si determina quindi un abbassamento della linea delle feritoie fuciliere rispetto alle finestre, che, quindi, insieme alle due sovrastanti fasce marcapiano contribuisce al senso di orizzontalità di cui partecipa tutto il fronte.

È questo un altro tratto distintivo dell’impaginazione di facciata del forte Saint Hilaire rispetto al Montebello, dove invece le fuciliere dal lato della piattaforma affacciata sul mare e dal lato del ponte d’accesso si dispongono alla stessa quota delle finestre. Non è tutto. Data la posizione decentrata dell’accesso, amor di simmetria volle che, all’estremità settentrionale della facciata, un secondo falso portale venisse ad essere delineato mediante lo stesso apparato decorativo della fascia marcapiano e della ghiera intorno alla sua sagoma con tanto di concio in rilievo in chiave di volta. Contrariamente a quanto avveniva a Montebello, dove la fascia marcapiano correva ininterrotta lungo tutto il perimetro del corpo di fabbrica, legandone insieme ogni sua parte, nel Forte Inglese l’apparato decorativo si limita alla facciata senza invadere i fianchi.

Il fronte d’attacco del forte

Merita attenzione anche il fronte d’attacco del Forte Inglese, dove troviamo, nella parte sommitale, che emerge appena dalla linea del terreno della controscarpa, delle caditoie per l’acqua piovana che hanno la forma di affusti di cannone sporgenti dalla cortina muraria.

Questa soluzione, che dipese forse dalla volontà di tendere un inganno al nemico, fingendo una potenza di fuoco maggiore rispetto alla reale, ancora maggiormente ed in maniera più convincente costituisce un elemento architettonico che arricchisce un repertorio estremamente evoluto, se pensiamo che ci stiamo riferendo ad un fortino militare.

Sotto a queste caditoie la fila di finestre, che corrisponde internamente all’ordine superiore di sale, ritrova l’allineamento con la linea delle fuciliere e mostra una soluzione architettonica meno dispendiosa. Le cornici delle finestre, che hanno terminazione arcuata, sono infatti evidenziate da mattoni faccia a vista. Non si rinuncia anche sul fronte posteriore alla fascia marcapiano liscia in rilievo a segnare all’esterno la quota d’imposta dell’ultimo orizzontamento; si perdono invece le altre partizioni della facciata di Forte Inglese.

Il corpo del forte si completa con un piazzale antistante l’ingresso che guarda il fronte bastionato della piazza; esso è cinto da un muro perimetrale con andamento a tenaglia. Quanto sopra dimostra che ci troviamo di fronte ad una vera e propria opera di architettura e non solo alla materializzazione degli assunti di ingegneristica militare.


Come raggiungere Forte Inglese

Forte Inglese si trova fuori dal centro storico di Portoferraio, si raggiunge con facilità percorrendo la salita di San Rocco, nel punto più alto si trova la fortezza.


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